Il giovane Sindaco non pose tempo in mezzo, impose ed avviò a tempo di record la realizzazione della cittadella dello sport. L’idea si rivelò davvero formidabile, l’entusiasmo invase la la città, per molte sere colonne di macchine e motorini percorrevano il centro a clacson spiegati sventolando orgogliosamente grandi bandiere viola. Il giovane sindaco raggiunse livelli di popolarità straordinari. Guardando compiaciuto i caroselli da una finestra del Palazzo vecchio il giovane sindaco pensava già al passo successivo: i poteri forti. La popolarità conquistata rafforzava enormemente la sua leadership e favorì il passo successivo.

Il piano era stato preparato con grande cura, il federalismo fiscale e le spinte autonomistiche latenti da sempre nei fiorentini granducali funzionarono da grimaldello. Grazie ad una ben orchestrata campagna su giornali, TV locali ed opportuni proclami tipo: “siamo fiorentini da mille anni ed italiani soltanto da un centinaio”, la popolazione ebbe un sussulto di sensibilità politica che contribuiva sempre di più ad addensare intorno al giovane sindaco l’aura di “uomo del destino”

L’osservatorio Ximeniano del quale sono stato amorevole custode per lunghi anni della mia vita, non ha più bisogno di me. Sentinelle elettroniche, robot cicerone guidano il visitatore che ancora vuole addentrarsi fra antiche ampolle barometriche, curiosi sismografi, antiquate stazioni meteorologiche, regno di quegli illuminati Padri Scolopi: Ximenes, Barsanti, Bravieri, cui si deve tra l’altro l’invenzione di quel marchingegno infernale: il motore a scoppio, il cui uso ha infestato il pianeta di automobili. Di notte la luce della luna invade le ampie vetrate e penetra da una curiosa fessura nel muro, il solitario gnomone proietta la sua ombra e segnala che il Solstizio d’Estate è già trascorso.

Spesso trascorro la mia insonnia senile davanti al finestrone prospicente la piazza, osservo il viavai del popolo della notte fino a che i gatti ne rimangono padroni assoluti insieme a qualche ubriaco che dorme riverso sui gradini della chiesa.

Mi ricordo bene, era il giorno di San Lorenzo, la piazza fu affollata fino a tadi ma non saprei dire se fosse l’anno 2012 o 13 o 14 comunque fu l’anno della grande svolta. Il grande orologio astronomico scandisce il tempo della mia vecchiaia e segnala il cuore della notte. Uno strano viavai anima la piazza deserta, ombre furtive si dirigono verso la chiesa, ratte imboccano il cancello che porta ai chiostri, visitatori notturni o…cospiratori!

(continua)