Vista l’eterna incertezza amministrativa Firenze è ormai divenuta territorio di caccia di grandi gruppi finanziari ed industriali nazionali. La popolazione emigra costantemente verso Comuni limitrofi più attenti al benessere del cittadino. La realizzazione del nuovo quartiere di Novoli che dopo trent’anni di dispute appare come una architettura vecchia e superata, non frena la diaspora. Anche le piccole e medie industrie hanno optato di uscire dal territorio comunale trovando condizioni più accoglienti ed amministrazioni più disponibili alle esigenze delle imprese. Prato sopra a tutti ha confermato la sua vocazione industriale ed è diventata il vero capoluogo industriale e finanziario della Toscana.

Gli estracomunitari con permesso di soggiorno ammontano a circa sessantamila, gli irregolari forse altrettanti e ingrossano le file degli addetti al lavoro nero ed al commercio selvaggio. Fra tutti, gli arabi islamici con la loro forte identità culturale e religiosa erano riusciti, con i soldi dei mullah iraniani, ad acquistare dai privati legittimi proprietari il complesso conventuale di Badia a Settimo trasformandolo ovviamente in una Moschea. Alla sommità del campanile, la Croce che vi aveva dimorato per secoli fu sostituita dalla Mezzaluna ed il mullah, cinque volte al giorno, chiama i fedeli alla preghiera.

Questo episodio sembrò ridestare nei fiorentini un sussulto di orgoglio ma la cosa fu di breve durata e tutto ritornò stagnante come l’acqua dell’Arno in secca. La curia cattolica cercava di frenare la di disaffezione al culto dei cristiani con varie iniziative, ma moltissime chiese venivano chiuse per mancanza di preti, le vocazioni erano quasi inesistenti e molte parrocchie dovevano accontentarsi di parroci filippini, africani addirittura indiani. Visto l’alto valore artistico sia per l’architetture che per i contenuti, queste chiese costrette alla chiusura liturgica venivano rasformate in musei con tanto di biglietto d’ingresso. Purtroppo i pochi fedeli che volevano recarvisi per preghiere e devozioni dovevano spiegare la loro vocazione al bigliettaio e mostrare la carta di identità.

La creazione del “circuito chiese-museo” incontrò l’approvazione di alcuni consiglieri della sinistra, laici per vocazione che vedevano volentieri diminuire l’influenza ecclesiastica e per contro la fiera opposizione di un gruppo di cattolici oltranzisti che si opponevano ferocemente a questa trasformazione al grido”fuori i mercanti dal tempio”!!!

Un tragico episodio che resterà nel mistero per tanti anni fu l’assassinio del segretario del Vescovo, alcuni dicevano il suo “alter ego”, strenuo difensore dell’operazione “circuito chiese-museo” trovato nella sala delle udienze orribilmente conficcato alla parete, crocifisso come Nostro Signore sotto ad un famoso dipinto che raffigura Fra Girolamo Savonarola, monaco moralizzatore venerato e odiato, che ammonisce la città con un gesto severo.

Il Commissario Faggi ed il suo staff indagarono a lungo questo delitto ma dovevano passare molti anni prima che si palesasse la verità.

La città troppo occupata alle proprie liti di bottega, non paventò la gravità del misfatto accolse il delitto come un episodio di cronaca nera che in mancanza di progressi nelle indagini fu relegato presto nelle pagine interne dei giornali e nell’oblio dei misteri irrisolti.

(continua)