Correva l’anno 2012 e forse 2013 l’arresto del clandestino Ciabatti ha grande rilievo sui giornali ma scarsa attenzione nell’opinione pubblica, la città esprime al massimo la sua litigiosità, decine e decine di comitati pro e contro sorgono assediando l’amministrazione con le più strampalate richieste. I venditori di ulivo benedetto davanti alle chiese per la domenica delle Palme, riuniti nell’associazione ” Liberi palmizzai cristiani” ha dichiarato lo stato di agitazione della categoria minacciando scioperi e blocchi stradali un presidio e era stato istituito presso l’assessorato al commercio ed il picchetto si era già scontrato più volte con ignari cittadini che volevano accedere all’assessorato per questioni amministrative, il blocco durava ormai da 15 giorni e l’assessore riusciva a lasciare l’ufficio furtivamente soltanto a notte fonda quando il picchetto si recava nella vicina pizzeria per ristorarsi delle fatiche militanti. Le richieste: la Denominazione di Origine Controllata e Cristiana (DOCC) dei rami d’ulivo benedetto distribuiti fuori dalle chiese la Domenica delle palme. I sacrestani che una volta gestivano questo servizio erano stati via via scalzati da intraprendenti emigrati cristiani, sempre più numerosi e sostenuti dalla curia per bilanciare l’immigrazione musulmana. Nonostante le origini dalle culture più svariate: rumeni, tunisini, ganesi, cileni, peruviani, avevano adottato la cultura fiorentina della corporazione ed avendo ottenuto regolari permessi di soggiorno pressavano l’amministrazione per ottenere il riconoscimento della loro categoria e dell’istituzione di una apposito albo onde scongiurare il mercato selvaggio. L’assessore di formazione puramente marxista non vedendo di buon occhio questi sviluppi della libera impresa osteggiava decisamente le richieste dei manifestanti. Accettò di ” aprire un tavolo ” come si diceva allora, per scongiurare lo sciopero e dopo faticose riunioni si giunse al compromesso di dotare le ciocche di ulivo di una immaginetta di S.Paolo protettore dei commerci. La vendita, la Domenica delle Palme, si svolse regolarmente ma il giorno dopo in una nota consegnata alla stampa, l’associazione dei ” Trippai ambulanti fiorentini” stigmatizzava l’uso dell’immagine di San Paolo loro protettore sancito da un breve di Papa Genoveffo XX. Il comunicato ricordava all’assessore l’appoggio elettorale fornito a suo tempo per la sua elezione e non mancò di produrre il suo effetto. Il partito politico che lo sosteneva, “occidente rosso” prese subito le distanze sfiduciandolo. Il venerdì Santo ci fu una tempestosa riunione della Giunta, volarono accuse di veteromarxismo e clericalismo. Il sindaco ebbe il suo bel daffare a sedare gli animi il nulla di fatto con cui si chiuse la riunione, che doveva dare il via ad alcuni progetti importanti per la città: case popolari, rinnovo dell’acquedotto, ripavimentazione di alcune strade del centro del tutto disselciate, decisioni attese di da vari anni, fu da considerarsi un grande successo.

(continua)